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Depressione post parto: come riconoscerla?

Quando si parla di depressione post parto, o depressione post partum, ci si riferisce a un vero e proprio disturbo dell’umore che può colpire una donna dopo aver portato a termine la gravidanza.

Solitamente, tale evento viene considerato gioioso e carico di pensieri positivi, ma purtroppo non sempre è così.

Prima di analizzare la questione, spiegando tutte le possibili cause e i rischi a cui si potrebbe andare incontro, è bene definire con chiarezza a che cosa ci stiamo riferendo. Secondo il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V), la depressione rappresenta una modifica del tono del proprio umore con influenza nei confronti delle proprie capacità lavorative, relazionali e sociali che si prolungano nel tempo, senza nessun tipo di miglioramento.

La depressione post parto può quindi rientrare in questa categoria specifica.

Subito dopo la nascita del piccolo, una madre può andare incontro a un senso di malinconia che potrebbe farle credere di essere caduta in depressione; tuttavia, vi sono circostanze decisamente più leggere e meno pesanti in cui si può incorrere. Infatti, secondo Winnicott, questa fase post-parto può essere definita come “baby blues”, la quale solitamente scompare nel giro di poco tempo senza il bisogno di chiedere aiuto.

Nei casi più gravi, o comunque più preoccupanti, tale emozione muta in una depressione post partum vera e propria, caratterizzata da uno stato depressivo importante già nelle prime quattro settimane successive alla nascita del bambino.

Tale condizione merita attenzione, considerato il fatto che, oltre a rischiare di compromettere la salute del proprio figlio, può portare la donna a reazioni estreme e irrimediabili, sia verso se stessa che verso il pupo. In questo articolo cercheremo di individuare i sintomi più comuni, le cause più probabili e i rischi più comuni che una neo-mamma può incontrare, suggerendo infine alcuni dei rimedi più efficaci dal punto di vista scientifico e naturale.

Cause e Sintomi della Depressione post parto

Nel caso in cui una donna entrasse nel circolo vizioso della depressione, è possibile analizzare i sintomi più comuni che possono rappresentare una sorta di vero e proprio campanello d’allarme per le persone che le stanno accanto.

Si parte da una semplice agitazione, accompagnata molto spesso da irritabilità e da una mancanza dell’appetito.

Inoltre, la puerpera (donna che ha recentemente partorito) manifesterà continua stanchezza e problemi a dormire, aggravati da una continua sensazione di colpevolezza e inadeguatezza nei confronti del ruolo che dovrebbe svolgere e per cui ha compiuto tanti sacrifici nell’arco dei nove mesi di gestazione.

È possibile ritrovare pianti frequenti ed emozioni negative verso il nascituro, con conseguente isolamento dalla propria vita sociale.

I sintomi della depressione post parto possono somigliare a quelli del “baby blues”, con la differenza che, rispetto a questo ultimo caso, risultano essere decisamente più intensi, sia per quanto riguarda la frequenza che per quanto concerne la durata.

Ci troviamo quindi di fronte a una terribile condizione che, se non curata tempestivamente, può tramutarsi in una vera e propria psicosi. Si tratta, fortunatamente, di un evento che capita piuttosto raramente nelle neo-mamme che soffrono di depressione post parto, ma si ritiene utile citare i sintomi più comuni presenti in questa condizione.

In che cosa consistono? Confusione, disorientamento, vere e proprie allucinazioni, paranoie di vario genere e tentativi di fare del male sia a se stesse che al proprio piccolo.

Per evitare di incorrere in tale situazione decisamente più grave, è fondamentale avvisare il proprio medico se, subito dopo la nascita del bimbo, si tende a parlarne con riluttanza e, soprattutto, se tali segnali di sconcerto non scompaiono nell’arco di due settimane, rendendo difficile l’instaurarsi del rapporto madre-figlio. Non sono poche le donne che provano un profondo senso di vergogna a seguito dei sintomi sopracitati ed è forse per questo che il Ministero della Salute ha proposto un progetto destinato al sostegno delle puerpere in difficoltà subito dopo la nascita del bebè.

Quali sono le cause e i principali fattori di rischio della depressione post partum?

Partiamo affermando che non vi è una causa precisa responsabile della comparsa della depressione, ma ci sono una serie di numerose situazioni che, se messe insieme, possono rappresentare dei veri e propri “colpevoli”.

Iniziamo partendo da una delle cause più comuni: i cambiamenti di tipo fisico. In questo contesto la neo-mamma si trova ad avere a che fare con un calo ormonale significativo: estrogeni e progesterone, presenti in grandi quantità durante tutto il percorso della gravidanza, vengono a meno, provocando la depressione post-parto.

Oltre a questi, vi sono altre tipologie di ormoni che si riducono notevolmente nella fase immediatamente successiva al parto, con conseguente stanchezza. Un’altra delle cause di questo tipo di depressione può essere correlata ai fattori emotivi.

Che cosa significa? Molte donne non si sentono più attraenti come prima, dormono poco e hanno la sensazione di non riuscire più a controllare la propria vita, considerato il fatto che l’arrivo del fantolino ha scombussolato la routine a cui erano abituate. La terza, tra le cause più diffuse in questo contesto, riguarda l’influenza dello stile di vita, correlato all’eccessiva esigenza da parte del neonato, dalla presenza di altri figli, dai problemi correlati all’allattamento al seno, dai problemi economici e, ma non meno importanza, dal mancato supporto da parte del proprio compagno e della propria famiglia.

Queste sono le principali cause che possono portare alla depressione post partum, ma non devono avere l’esclusiva, ossia non devono essere le sole ad essere prese in considerazione.

I fattori di rischio

Altrettanto importanti sono i fattori di rischio che possono portare alla comparsa del disturbo, ossia tutte quelle situazioni che potrebbero rendere la depressione dopo il parto ancora più grave e preoccupante. Ovviamente non devono essere presi come leggi fondamentali dettate dalla scienza, poiché si tratta solamente di situazioni che potrebbero aumentare la possibilità d’insorgenza del fenomeno di cui stiamo parlando. Detto questo, il primo fattore di rischio da tenere in considerazione è una pregressa esperienza di depressione, che potrebbe essersi manifestata nella donna prima della gravidanza.

Anche lo stress incide notevolmente sulla comparsa della depressione, così come difficoltà relazionali con il proprio compagno o nel caso in cui l’arrivo del bambino non sia stato premeditato.

Una volta riconosciuta, la malattia dovrà essere curata in maniera tempestiva, considerato il fatto che, nella maggior parte dei casi, compromette la naturale formazione del legame di attaccamento tra madre e figlio, finendo quindi con il causare gravissimi problemi di relazione al piccolo.

Tutto ciò può spaventare, ma è bene essere a conoscenza di cosa il piccolo potrebbe affrontare nel caso in cui la propria mamma decida di non farsi aiutare: problemi legati al comportamento, problemi a mangiare, problemi a dormire, rabbia eccessiva, iperattività e ritardi nei confronti dello sviluppo del linguaggio.

Se la depressione post parto non viene presa sul nascere, può tramutarsi in depressione maggiore, decisamente più grave e difficile da risolvere. Anche la genetica potrebbe avere una sua influenza nello sviluppo di questo disturbo ed è quello che sostengono alcuni studi pubblicati sull’American Journal of Psychiatry. Secondo queste ricerche, uno dei maggiori responsabili della comparsa di depressione a seguito del parto, potrebbe essere una modifica del gene 5-HTT, responsabile del cambiamento di alcune attività cerebrali con conseguente comparsa di pensieri negativi.

I rimedi più efficaci e le strategie da adottare

Come per ogni disturbo medico e psicologico, anche per la depressione post parto vi sono dei rimedi efficaci e delle strategie da poter utilizzare. Durante la gravidanza si cerca di seguire un’alimentazione sana e corretta per il benessere del proprio bambino e tale abitudine non deve cambiare dopo la sua nascita. Sì alla carne rossa, al pollo e al tacchino, sì alle noci, alle prugne secche, ai latticini e al cacao. Fondamentale l’assunzione delle vitamine B9 e B12, presenti rispettivamente nei cereali, nelle arance, nei kiwi, nei limoni, nel fegato, nel pesce e nei crostacei. Anche lo zinco dovrebbe essere assunto con regolarità dopo aver portato a termine la gravidanza e lo si può ritrovare in alimenti come i funghi e il tuorlo d’uovo.

A che cosa, invece, è bene prestare attenzione? Al consumo eccessivo di tè e caffè, che dovrebbe essere limitato. Per quale ragione? Se, inizialmente, potrebbe sembrare che tali bevande aumentino forza ed energia, una volta svanito l’effetto si andrà incontro a un calo dello zucchero presente nel sangue, con successiva sensazione di debolezza e stanchezza. Tra i rimedi più efficaci troviamo anche le camminate e i massaggi, anche se solitamente per risolvere la depressione dopo il parto si va incontro all’impiego di farmaci e a sedute psicoterapiche.

Tuttavia, come accennato poc’anzi, i massaggi e le passeggiate possono aiutare a ridurre i sintomi elencati all’inizio di questo articolo. Tali attività producono un incremento delle endorfine, gli ormoni del piacere, migliorando il proprio umore. Ben vengano, quindi, le passeggiate all’aria aperta. Potrebbe risultare assurdo, ma l’allattamento al seno, considerato fino ad alcuni anni fa come uno dei principali fattori di rischio della depressione, aiuterebbe a prevenire l’insorgenza della malattia, dovuto a un aumento dei livelli di prolattina presenti nel sangue.

Se la depressione post-parto è entrata a fare parte della vostra vita, è fondamentale prendersi del tempo per sé, ritagliandosi il proprio spazio e creandosi delle aspettative reali, non utopistiche. È inoltre importante cercare di evitare l’isolamento, comunicando i propri disagi a chi ci sta vicino o, perché no, ad altre mamme che hanno attraversato, e superato, la stessa condizione in passato.

La psicoterapia risulta essere uno dei rimedi più efficaci per risolvere la situazione, considerato il fatto che la sola assunzione di farmaci servirebbe ad attenuare i sintomi, ma non a districare i pensieri negativi sempre presenti nella neo-mamma.

È possibile prevenire l’insorgenza della depressione post parto?

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Ospedale Unificato di Broni Stradella (Pavia) nel reparto di ostetricia e ginecologia, la prevenzione è la prima arma da adottare in queste circostanze.

Ma com’è possibile? Il tutto avviene attraverso la somministrazione di questionari psicologici con l’obiettivo di individuare se la gestante avrà o meno occasione di cadere in depressione dopo aver partorito. Sono semplici calcoli di probabilità statistica, basati sulle risposte della gestante riguardo il proprio stato d’animo e la propria personalità, ripetuti almeno una volta ogni tre mesi durante la gravidanza. Dai risultati è possibile capire se, dopo il parto, la neo-mamma sarà o meno soggetta alla depressione.

Infine, anche se spetterà solamente a voi stabilire se si tratta di un rimedio efficace, arriva l’aiuto da parte di internet. Che cosa s’intende? È stato creato il sito depressionepostpartum.it, dove le donne affette da questa patologia avranno la possibilità di confrontarsi e sfogarsi, senza temere di essere giudicate.

Un’idea innovativa e senza ombra di dubbio molto interessante, lanciata dalla campagna di sensibilizzazione “Un sorriso per le mamme” promossa dall’Osservatorio sulla Salute della Donna (Onda).

Concludendo la depressione post partum non deve essere sottovaluta, né essere considerata come motivo di disagio o vergogna. Chi ne soffre non deve preoccuparsi di chiedere aiuto, magari ritenendolo un segno di debolezza: proprio il cercare supporto vi rende incredibilmente forti e consapevoli.

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