I RIMEDI OMEOPATICI SONO EFFICACI?

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Quante di voi sono state tentate almeno una volta nella vita dall’uso di medicine alternative a quelle tradizionali?

Le mamme, in particolar modo, nel periodo di gestazione e in quello di allattamento cercano spesso di ridurre al minimo l’uso di farmaci ricorrendo a prodotti considerati comunemente meno “pericolosi” dei farmaci tradizionali. Spesso tali metodi curativi vengono poi utilizzati anche per i propri figli nella speranza di esporli a minori rischi rispetto a quanto si immagina faccia la “chimica” dei medicinali tradizionali. Tra queste cure alternative a cui tante mamme ricorrono c’è sicuramente l’omeopatia.

Ma sappiamo davvero da cosa sono composti i prodotti omeopatici? E siamo certe che il loro uso ci permetterà davvero di guarire?

Cerchiamo dunque di capire cosa acquistiamo quando decidiamo di utilizzare un prodotto omeopatico e quali possono essere le conseguenze per la nostra salute.


Innanzitutto è necessario distinguere tra omeopatia e fitoterapia.

La fitoterapia si basa sul potere medicamentoso di alcune piante, pertanto i preparati fitoterapici vengono realizzati con estratti di piante che si ritiene possano avere effetti sulla salute dell’uomo.

L’omeopatia è un’altra cosa e per spiegarlo oggi vogliamo riprendere un interessante articolo comparso sul sito Blogzero qualche mese fa nel quale il bravissimo autore spiega nel dettaglio come viene realizzato un prodotto omeopatico.

Il procedimento per la preparazione di un prodotto omeopatico (secondo quanto previsto dal metodo tradizionale risalente al 1800 e da allora mai cambiato) avviene mescolando una parte di “estratto curante” con 99 parti di acqua (ad es. 1 grammo di “sostanza curativa” e 99 grammi di acqua).

A questo punto (dopo aver mescolato il composto con un metodo detto “succussione” ) se ne preleva solo l’1% e lo si miscela ad altre 99 parti di acqua, ovvero lo si diluisce ulteriormente! Questo procedimento viene ripetuto moltissime volte!!!

Il numero di successive miscelazioni (ovvero diluizioni) del composto lo si può dedurre dal numero che si trova sul prodotto omeopatico stesso. Un prodotto 30CH indica che è stato diluito con il metodo che abbiamo visto prima ben 30 volte! Ma esistono prodotti omeopatici che raggiungono anche le 200 diluizioni, ovvero 200CH.

Cosa rimane dopo 30 diluizioni della sostanza “curante”? Assolutamente nulla!! Già dopo 12 diluizioni, ci spiega Blogzero, non ci sarà più neppure una molecola di “sostanza curante” nel composto!!

Eppure l’omeopatia considera tanto più efficace (e costoso!) un prodotto quanto più è diluito!

Ma da cosa è composta la cosiddetta “sostanza curante” di partenza? Il cosiddetto “Principio di Similitudine” alla base dell’omeopatia afferma che “le malattie guariscono con i rimedi che provocano in un individuo sano i sintomi della malattia stessa“. Ovvero la sostanza curante dovrebbe essere in grado di generare nell’uomo la stessa patologia per la quale ci si sta curando (ad es. un mal di denti o una contusione…) 

La sostanza curante può essere un estratto vegetale, animale, minerale o anche di sintesi chimica (si, avete capito bene, anche di sintesi chimica!…). In ogni caso di questo estratto dopo 12 diluizioni non resterà alcunchè pertanto quello che si potrà assumere con un prodotto omeopatico sarà.. ACQUA!! (oppure nel caso di pillole soltanto ZUCCHERO… il principio è esattamente lo stesso).

Ma tutto questo a quale prezzo? Naturalmente i prodotti omeopatici hanno un costo, ma ciò che più preoccupa è il rischio che si corre cercando di curare delle malattie, talvolta serie, con prodotti assimilabili all’acqua pura!

Il nostro corpo, lo sappiamo, ha notevoli capacità di reazione alle malattie e dunque pur non curando un raffreddore si può immaginare di stare nuovamente bene dopo qualche giorno. Se però il malessere non è un semplice raffreddore, ma qualcosa di più serio, ricorrere ai prodotti omeopatici può farci correre dei veri rischi.

Per approfondire il tema dell’omeopatia vi consigliamo la lettura del Dossier: Omeopatia, una cura rivoluzionaria? a cura di Torinoscienza.

A supporto di quanto sopra descritto vi sono innumerevoli pubblicazioni scientifiche, tra cui la prestigiosa ricerca di “The Lancet”.

Inoltre nel 2004 Piero Angela fu portato in tribunale da due associazioni di omeopati per aver paragonato l’omeopatia all’acqua in un suo programma televisivo, naturalmente fu assolto.

Per il proprio articolo sull’omeopatia il sito Blogzero ha ricevuto una minaccia di querela da parte della multinazionale dell’omeopatia Boiron. Blogzero e il suo autore Samuele hanno il sostegno di GuidaMamme.

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